Archivio maggio 2009
Linda Gilli – Imprenditrice dell’anno
Scritto da yousmktg in Comunicatistampa il 28 maggio 2009
Nascere figlio/a di imprenditori, se da un lato nell’immaginario collettivo semplifica la vita, dall’altro significa anche venire catapultati fin da giovanissimi in una realtà manageriale. Respirare in continuazione temi e problematiche aziendali e vivere a stretto contatto non solo con la famiglia naturale d’origine, ma anche con quella aziendale d’adozione. Lo sa bene Linda Gilli, presidente e amministratore delegato di Inaz, che ci racconta la propria esperienza personale e professionale.
Dottoressa Gilli ci spiega quali sono state le sue esperienze professionali e di studio? Ci racconta le sue origini aziendali?
Era la fine degli anni Quaranta quando mio padre Valerio, insieme con mia madre Clara, dava il via a Inaz Paghe. La sigla diceva già molto di una visione che, non solo contribuì in modo determinante alla nascita di questo settore, ma faceva assurgere l’amministrazione del personale – un problema che in fondo riguardava le Aziende e le Organizzazioni di ogni tipo e dimensione – al rango dei processi “core” aziendali. Quando nacqui io, qualche anno dopo, Inaz Paghe era già un’azienda che si stava facendo un nome, per divenire in pochi anni il marchio simbolo di un settore a sua volta innovativo.
Per quel che riguarda me, sono nata e cresciuta in un contesto familiare che, in ogni momento, mi parlava dell’azienda in cui entrambi i genitori erano completamente e armoniosamente impegnati. Anche la scelta universitaria fu un po’ una conseguenza di quel clima fortemente legato all’azienda. Negli anni ’70, Inaz Paghe era ormai affermata e si poneva il problema della continuità. Concluso il liceo classico a Milano, discussi le possibili scelte universitarie con i miei genitori. E alla fine optai per studiare Economia alla Bocconi. Il convincimento di mio padre – che in gioventù aveva alternato studio e lavoro, oltre all’esperienza della guerra – era che rimboccarsi le mani fin da subito, fosse un ottimo sistema per incominciare a occuparsi dell’azienda di famiglia. E così iniziai dalle mansioni più semplici. Ebbi modo di conoscere la realtà aziendale, le persone e le loro professionalità, rispettando il lavoro di tutti. Dopo la laurea, ho avuto la possibilità di analizzare operativamente le diverse aree aziendali. Il mio rapporto con l’Università è rimasto comunque stretto, perché credo molto nella formazione dei talenti, un impegno importante condiviso tanto dalle scuole quanto delle aziende. Un impegno che mi coinvolge direttamente, anche nel ruolo di consigliere d’amministrazione dell’Università Bicocca, che svolgo da alcuni anni in rappresentanza del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica; un ruolo bipartisan, che mi è stato attribuito e confermato con due diversi Governi.
Infine come azienda sosteniamo da anni alcune iniziative presso altre università milanesi, tra cui la cattedra AIdAF-Alberto Falck di Strategia delle Aziende Familiari alla Bocconi.
Lei è presidente del Consiglio di Amministrazione di Inaz e Amministratore Delegato di Inaz Paghe, la società che offre soluzioni e servizi nel settore della gestione e amministrazione delle Risorse Umane. Quali compiti le competono?
Il marchio Inaz identifica ormai un gruppo di 500 persone – più della metà delle quali dipendenti diretti e l’altra metà legata al mondo delle agenzie e altre strutture collegate (comunque totalmente integrata con la nostra realtà). Registriamo una forte presenza di manager esterni, che oggi sono la quasi totalità dei quadri dirigenti. Eppure rimaniamo un’azienda a carattere familiare.
Ma in un mondo, come quello delle aziende italiane, fortemente legate al microcosmo aziendal-familiare – dove non sempre emergono i talenti migliori – da tempo cerchiamo di fare cultura proprio su questo tema, affinché l’aggettivo ‘familiare’ sia un elemento di forza (per i valori di passione, impegno, libertà, capacità di guardare al medio-lungo termine) e non di debolezza!
Oltre al già citato supporto alla cattedra di Strategia delle Aziende Familiari in Bocconi, da anni organizziamo incontri pubblici con il professor Marco Vitale. Abbiamo anche promosso una piccola attività editoriale per spingere il concetto che “managerialità” e “carattere familiare dell’azienda” debbono andare di pari passo, anzi “a braccetto”.
Quanto ai miei compiti, in tre decenni d’attività e un’esperienza progressivamente maturata nelle diverse aree aziendali, come Presidente e Amministratore Delegato mi occupo di un ventaglio molto ampio di attività, anche se conto molto su un principio di delega basato su professionalità e fiducia. In pratica nella società operativa, Inaz, dove c’è una forte componente manageriale, mi occupo soprattutto del coordinamento e del controllo, pur interfacciandomi con le diverse aree operative (marketing, vendite, affari istituzionali, ecc.). Nella holding Inaz Paghe mi occupo anche della componente immobiliare, che è rilevante per un’organizzazione capillarmente presente in tutt’Italia.
Perché un’azienda come la nostra, ancora familiare nello spirito ma di orientamento manageriale per dimensione e vocazione di crescita, possa traguardare nuovi obiettivi, occorre distinguere i ruoli, anche per evitare sovrapposizioni. Per quanto mi riguarda, cerco di essere meno manager e più imprenditrice. E per dirla in chiave di metafora: pur con tutti i supporti del caso, l’imprenditore è colui che si trova con il cerino in mano ad assumere le decisioni!
Nel 2002 lei è stata finalista del premio “L’imprenditore dell’anno” istituito da Ernst & Young. Nel 2007 il presidente della Repubblica l’ha nominata “Cavaliere del Lavoro”. E, sempre nel 2007, il Comune di Milano l’ha premiata quale “Imprenditrice dell’anno”. Che significato acquisiscono per lei questi riconoscimenti?
Vedo un riconoscimento tangibile nei confronti di un’azienda che in diversi momenti storici ha avuto un ruolo e tuttora lo mantiene. Da quando è nata si è rivolta all’innovazione dei processi aziendali. In questi ultimi decenni, io ho cercato di cogliere e stimolare una nuova trasformazione.
Le motivazioni della nomina del Presidente della Repubblica a Cavaliere del Lavoro, ad esempio, fanno chiaramente riferimento al ruolo che Inaz, quale azienda italiana, ha saputo guadagnare e mantenere in un settore altamente competitivo come quello informatico. Con questo riconoscimento viene premiata un’idea originale, il lavoro di squadra e l’impegno continuo per l’innovazione.
Quali sono state, a suo giudizio, le carte vincenti della sua carriera?
Per quel che riguarda me, tra le carte vincenti citerei: la determinazione mirata ai risultati; la capacità di gestire in contemporanea più situazioni e problematiche; il saper guardare abbastanza in là nel futuro, connesso a una capacità di previsione che consente di far partire nuove aree di business; un’attenzione ai segnali deboli; e infine il saper dosare “rischi” e “prudenza”, per evitare di fare passi più lunghi della gamba.
Per quel che riguarda Inaz invece, direi che la sua carta vincente è la capacità di innovazione. Come suggerisce il nome stesso – acronimo di innovazione aziendale – , si tratta di un’azienda nata per portare visioni e metodi innovativi: un criterio che abbiamo mantenuto non solo nello sviluppo delle soluzioni e dell’offerta verso i clienti, ma anche negli indirizzi aziendali. Per stare ai vertici così a lungo, per esempio, è necessario capire che il ruolo dell’imprenditore è un po’ quello del seme nel terreno: deve sapersi trasformare per dare luogo a nuove forme di vita! E così, negli anni ho sempre cercato, assieme ai manager miei collaboratori, di identificare per tempo i settori in declino e quelli emergenti, per spostare e focalizzare di conseguenza le attività dell’azienda. Il forte impegno di questi ultimi anni verso le problematiche del software e della consulenza nell’ambito della gestione Risorse Umane – per fare un esempio – appartiene a questa visione d’impresa.
Che consigli si sentirebbe di dare alle donne che scelgono la carriera imprenditoriale?
La letteratura aziendale è piena di osservazioni su uomini che fanno squadra e donne isolazioniste, o che vogliono dimostrare di avere i pantaloni. Non credo a queste cose, ma piuttosto all’opportunità di valorizzare i diversi talenti e contributi che uomini e donne sanno esprimere.
Poi vorrei dire alle donne di non smettere di essere sé stesse e dare valore alla propria personalità, al proprio essere, per cercare di realizzare un giusto equilibrio, che non è dato solo dal lavoro, per quanto soddisfacente esso possa essere!
Mi piace ricordare infine che: per andare lontano non basta accelerare i passi brevi, occorre anche sapere fare passi più lunghi.
Lei è anche madre di tre figli. Come riesce a conciliare i suoi numerosi impegni professionali con la famiglia? Quali rinunce o sacrifici è costretta a fare, se ne fa?
Per una donna, il peso delle responsabilità è quasi sempre accresciuto. Per convenzione sociale e culturale, l’uomo che trascura la famiglia per il lavoro è una vittima. Mentre la donna è subito colpevole. Devo molto all’insegnamento pratico di mia madre che, pur impegnata in azienda per svariati anni, ha sempre trovato tempo e modo per occuparsi, per esempio, dei problemi scolastici delle figlie. Ha saputo trovare un equilibrio invidiabile e positivo per la famiglia, anche nella gestione del tempo.
Io, come tante altre donne, ho dovuto fare dei sacrifici. Quando hai responsabilità aziendali non puoi spegnere la luce, voltarti dall’altra parte e dire: “Qualcuno ci penserà”! Fa parte delle regole del gioco. Come dicevo prima: puoi circondarti di aiutanti e manager, ma alla fine sei tu (imprenditore) a prendere le decisioni! In un’azienda che non ha mai smesso di essere “moderna” ma anche “familiare”, l’impegno personale può essere gravoso. Soprattutto se accanto alle responsabilità aziendali, ve ne sono anche altre in campo associativo, sociale e culturale.
L’importante, secondo me, è conquistare un proprio equilibrio, coltivando interessi. In realtà, è proprio quando hai carichi impegnativi sul fronte lavorativo e familiare che è ancor più indispensabile mantenere spazi e interessi personali, fondamentali allo sviluppo e all’equilibrio del soggetto. Una professionista / imprenditrice che ha uno sviluppo equilibrato, riesce meglio a gestire le incombenze che le provengono sia dalla famiglia che lavoro. E’ un principio che ho sempre tenuto presente, anche quando la sera tornavo a casa stanca. Durante la mia formazione, ho ricevuto molto dai miei genitori ed è sempre stata una mia preoccupazione riuscire a fare altrettanto con i miei figli. Oggi i due maggiori sono già entrati nel mondo del lavoro: uno è in azienda dove ha cominciato “dal basso”; la ragazza invece sta seguendo altre strade, acquisendo esperienze e professionalità all’estero.
Chiudo dicendo che i sacrifici e le rinunce sono una parte del gioco. Ma lo è anche portare un equilibrio foriero di valori positivi, evitando di inaridirsi nella quotidianità. In caso contrario, ne soffrirebbe tanto la famiglia quanto l’azienda!
Cristiana Boggian
YOUS Agenzia per il Lavoro S.p.A.
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Rossano Galtarossa – Vincere con la testa
Scritto da yousmktg in Comunicatistampa il 28 maggio 2009
Nello sport così come in azienda, non si vince solo con i muscoli, ma anche e soprattutto con la testa. Sono la motivazione, la forza di volontà, la tenacia, la determinazione, che spingono un atleta ad allenarsi. E a superare – ogni giorno sempre un po’ di più – i propri limiti fisici, per ottenere una prestazione ottimale. Anche in azienda il professionista deve credere nel proprio lavoro, nell’efficacia delle sue competenze, deve sentirsi parte integrante del “sistema impresa” e deve voler crescere, per riuscire a dare sempre il massimo di sé. Dietro a tutto ciò, c’è la testa, la mente. Non per niente, l’allenamento di uno sportivo si struttura secondo tre ambiti: fisico, emozionale e mentale. E l’allenamento di un uomo d’azienda? Quanta parte occupa della giornata la fase dell’allenamento? Qui si scopre un paradosso. Il parallelismo tra il mondo sportivo e quello aziendale ha una aderenza pressoché totale per diversi aspetti. Pensiamo ad esempio al team building, alla leadership, alla gestione delle emozioni e dello stress, alla motivazione. Per quanto concerne l’allenamento invece, balza agli occhi una divergenza spaventosa. Mentre lo sportivo dedica all’allenamento almeno il 95% del tempo professionale, il dipendente di un’azienda appena l’1% della vita professionale complessiva. Ecco allora che campioni plurimedagliati, come Rossano Galtarossa, possono assumere il ruolo di coach aziendali, portare la loro esperienza di sportivi a una platea di professionisti, e attivare così i noti meccanismi del benchmarking.
Rossano Galtarossa ha indossato la maglia azzurra per 18 anni, aggiudicandosi 4 medaglie olimpiche e altre 10 ai Campionati Mondiali. E’ l’unico atleta ad aver vinto per cinque anni consecutivi il Campionato Italiano nella specialità “Singolo Senior”. Attualmente è il canottiere azzurro con il maggior numero di medaglie olimpiche e l’unico atleta padovano ad aver partecipato a cinque Olimpiadi.
Facendo riferimento alla sua esperienza personale, ci può spiegare che cosa è l’allenamento? In cosa consiste? E quanta parte del suo tempo occupa?
Per uno sportivo l’allenamento è fondamentale. Occupa il 95% del tempo riservato allo sport e si scansiona in allenamento fisico, emozionale e mentale. Ovviamente la parte più significativa è dedicata all’allenamento fisico, imprescindibile per un atleta. Così come, avere delle conoscenze e competenze tecniche, è fondamentale per il professionista. In situazioni di affaticamento il corpo risponde attivando delle spie (accelerazione del battito cardiaco, acido lattico) che mettono in allerta il soggetto che si sottopone allo stress, suggerendogli di fermarsi. Queste spie, se accese, vengono infatti percepite come indicatori di una situazione di pericolo. L’allenamento fisico serve per andare oltre il limite che il corpo erige, ogni giorno sempre un po’ di più. Abituando il corpo a spostare in avanti la percezione dell’affaticamento. E qui subentra l’allenamento emotivo, che aiuta a trovare la scintilla che spinge oltre il limite fisico. L’allenamento insegna al cervello che lo stato in cui si trova lo sportivo non è una situazione di pericolo. Si tratta di un processo difficile e doloroso, che non è possibile portare avanti se non si ha una forte spinta emotiva. Ma, se da un lato le emozioni ti spingono a dare di più, dall’altro possono ingenerare ansie in fase di gara, nelle prove finali. E qui subentra l’allenamento mentale che aiuta a vincere le paure generate dalla pressione psicologica. L’allenamento non deve mai essere “comodo”, altrimenti l’atleta involve e la regressione è dietro l’angolo. Per spingere sempre sull’acceleratore è necessario trovare uno stimolo. L’allenamento mentale serve a questo. L’atleta deve quindi porsi la domanda: “Perché lo sto facendo?” e tenere sempre a mente quale obiettivo vuole raggiungere.
L’allenamento cambia con l’approssimarsi della gara. In quale modo? Come riesce a tenere sotto controllo l’ansia e lo stress che crescono man mano che il giorno della competizione si avvicina?
Con l’avvicinarsi della gara, diminuiscono sensibilmente le ore dedicate all’allenamento fisico, per permettere al corpo, dopo ritmi estenuanti, il pieno recupero delle forze. Ho imparato sulla mia pelle, che le ore vuote che precedono le gare sono pericolosissime. La pressione psicologica sale per l’avvicinarsi della prova e la mente, non occupata dall’allenamento, batte come un tarlo sulle paure e le ansie. Per evitarlo e tenere impegnata la testa, in queste ore io mi faccio accompagnare dai libri. Leggo romanzi d’avventura e storici. Non è per nulla facile gestire le emozioni e prepararsi mentalmente alla gara. All’Olimpiade di Pechino c’erano molte aspettative su di me. E questa pressione psicologica poteva diventare dannosa. Allora ho cercato di lavorare dentro di me, per capovolgere l’ansia e trasformarla in un’emozione positiva. Mi sono detto: se l’aspettativa su di me è grande, significa che la gente è convinta che io sono in grado di ottenere un buon risultato, e crede questo perchè io effettivamente ho delle potenzialità.
E sulla “motivazione” invece, cosa ci può dire? Quale è la motivazione che la spinge a sacrificarsi in vista di un obiettivo?
Ho un carattere competitivo e trovo gratificazione nel dimostrarmi di essere bravo. Credere in sé stessi porta ad osare un po’ di più. Osando si conseguono risultati e questi ultimi a loro volta fortificano la convinzione di essere bravi. Si tratta di un circolo virtuoso. Se un atleta matura la consapevolezza di essere bravo, subito dopo se ne rendono conto anche gli altri.
Io ritengo che più è difficile l’obiettivo da raggiungere, più si trova gratificazione nel conseguirlo. Ma è anche altrettanto vero che, per lanciarsi in una impresa impegnativa, bisogna trovare una forte motivazione e gratificazione. In quel che faccio io metto passione ed esuberanza, corroborate dai risultati finora ottenuti. Ho un carattere competitivo, che mi spinge a cercare la gratificazione.
Eppure può capitare che i risultati sperati non arrivino, nonostante la forte motivazione e i sacrifici richiesti dal duro regime degli allenamenti …
Nonostante l’impegno, non è matematico arrivare infatti! Capita spesso che equipaggi che si sono qualificati primi, poi in gara non salgano nemmeno sul podio. Lì, oltre alla preparazione atletica, giocano anche altre componenti: l’emotività, lo stato delle attrezzature, l’armonia dell’equipaggio, la preparazione degli avversari.
All’inizio della carriera sportiva, non bisogna bruciare le tappe, ma lasciarsi guidare e consigliare da un buon coach. E “rubare” più che si può dall’esperienza altrui, con umiltà e voglia di crescere. Negli allenamenti e in gara, secondo me, l’importante è dare sempre il massimo, per non avere rimpianti davanti ai risultati ottenuti. Si può essere “vincitori” anche se anche non si sale il primo gradino del podio, ma ci si qualifica secondi o terzi. L’importante è non avere rimpianti. Ma del concetto di “vittoria” parleremo un’altra volta.
Cristiana Boggian
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Consigli su come riconoscere i sintomi di un’indigestione
Scritto da d.varriale in Medicina il 28 maggio 2009
Può essere un semplice episodio momentaneo, dovuto a un pasto particolarmente abbondante, che si risolve nel giro di un giorno.
Ma l’indigestione, insieme alla serie di sintomi che l’accompagnano, può anche essere un disturbo che si presenta periodicamente: in questo caso, va indagato più a fondo, per poter metterne in luce le cause e trovare e trovare i comportamenti necessari a risolverlo.
Con il termine “indigestione”, che i medici chiamano più precisamente “dispepsia”, si definiscono tutti quei sintomi diffusi e generalizzati che si riferiscono a una cattiva digestione.
I sintomi più comuni dell’indigestione sono:
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Dolori e tensione sull’addome,
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Senso di pienezza,
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Rigurgiti,
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Gonfiore allo stomaco,
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Bruciore allo stomaco
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Nausea,
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Vomito, accompagnato da sudorazione fredda,
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Salivazione eccessiva,
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Senso di svenimento,
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Malessere generale,
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Vertigini,
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Stordimento.
Si tratta di disturbi dovuti al cattivo funzionamento di una parte del sistema nervoso autonomo (che sfugge al controllo volontario del cervello), in seguito ad alterazioni presenti all’interno dell’apparato digerente, con cui è in relazione.
Queste alterazioni sono dovute all’infiammazione della parete interna (mucosa) dello stomaco, che presenta un accumulo irregolare di liquidi nei tessuti che la costituiscono. Talvolta, sulla mucosa si possono formare piccole abrasioni. Raramente si arriva a vere e proprie erosioni (ulcere).
Vanno poi, ricordate quelle forme di cattiva digestione dovute a diverse malattie, come per esempio: l’intolleranza alimentare ad alcune sostanze, quali il glutine (contenuto nei cereali) o il lattosio (presente nel latte).
La festa low-cost? In cucina!
Scritto da Fare Festa in Aziende e agenzie di servizi il 28 maggio 2009
Un modo nuovo e prelibato per ricevere gli ospiti e socializzare spendendo davvero poco: “LA FESTA IN CUCINA”.
Per la terza edizione, FareFesta, prima e unica guida dedicata all’organizzazione di Feste e Grandi Eventi propone novità e tendenze su come festeggiare e ricevere.
Quest’anno location insolita è la cucina, dove la padrona di casa può coinvolgere i suoi invitati nella preparazione di pietanze, magari scelte in base al tema della festa. E’ così che ognuno collaborerà e apprenderà nuove ricette, e che tutti potranno essere coinvolti e socializzare.
“LA FESTA IN CUCINA”, grande anteprima dell’anno, può essere realizzata con poco: allestimenti semplici e piatti poco elaborati ma gustosi, facili da preparare e ricette da ricordare.
Binomio vincente? Festeggiare low-cost che oggi vuol dire molto!
E’ così anche un compleanno e una piccola ricorrenza possono essere vissute simpaticamente con un particolare direttore d’orchestra: la cuoca, che in FareFesta è una Signora davvero particolare ed eclettica…vieni a scoprirla on-line!
Divertiviaggi e Acquario di Genova
Scritto da divertipress in Comunicatistampa, Itinerari turistici, Turismo il 28 maggio 2009
Un nuovo grande parco di divertimento si aggiunge alla lista di Divertiviaggi.it! Da oggi 14 Maggio 2009, è possibile acquistare online la propria visita all’Acquario di Genova e prenotare un hotel in pochi semplici clic! Tutto da un solo sito: organizzare una vacanza non è mai stato così facile!
Divertiviaggi.it è il portale per entrare nei viaggi del divertimento! Grazie alla sua formula Hotel+Parco, il sito si pone come punto di riferimento principale per chiunque desideri organizzare una vacanza divertente senza dover saltare da un sito all’altro!
Dall’homepage di divertiviaggi.it, infatti, è possibile acquistare il biglietto di ingresso dei principali parchi di divertimento d’Italia e prenotare l’hotel più adatto alle proprie esigenze! Una volta fatta la propria selezione, i voucher dei biglietti verranno inviati via mail e si potrà così partire senza dover più pensare a nulla, con viaggio, hotel e divertimento già prenotati! Il pagamento si effettua in modo sicuro tramite carta di credito!
E’ arrivato un nuovo “ospite” ben visibile sull’homepage di divertiviaggi.it! E’ l’Acquario di Genova, una delle più grandi esposizioni di biodiversità acquatica in Europa. All’interno del parco acquatico si può passeggiare nei mari e nelle acque più affascinanti del mondo: ambientazioni spettacolari, vasche tattili e molti nuovi percorsi per scoprire un mondo incredibile e vivere un’esperienza indimenticabile. Per cominciare questo viaggio è sufficiente cliccare su Prenota ora, decidere la data della propria visita, e poi trovare un hotel nelle vicinanze del parco, oppure, se si preferisce nei più suggestivi luoghi nei dintorni, dalle Cinque Terre alle Langhe. A questo punto non rimane che stampare i propri voucher – salvati nella propria casella di posta – e partire per il proprio diverti-viaggio nel cuore della riviera ligure! Inoltre, grazie a divertiviaggi.it, ci si assicura un ingresso veloce al parco, entrando dalla corsia preferenziale dedicata a chi acquista i biglietti on-line.
STUDIO 5 PRESENTA VELARIO
Scritto da LinknessUfficioStampa in Comunicatistampa il 28 maggio 2009
E’ velario la novità di Studio 5
Studio 5 è una società di servizi in grado di rispondere a tutte le esigenze di chi desidera organizzare eventi, sagre, sfilate di moda, feste di paese, concerti, dimostrazioni, inaugurazioni.
L’azienda è specializzata, infatti, nel noleggio e nell’allestimento di strutture di ogni genere, che consentono anche al cliente più esigente di disporre di ogni tipo di materiale e servizio.
Tensostrutture, gazebo, ombrelloni, palchi, coperture per piste da ballo e altre strutture sono disponibili in varie materiali e metrature, al fine di consentire ad ogni cliente di trovare la soluzione ideale alle sue esigenze.
Studio 5 è anche attento alle evoluzioni del mercato. Per tale ragione il rinnovo delle strutture con elementi architettonici particolari e soluzioni tecnologiche innovative sono fattori determinanti del successo dell’azienda.
Velario è la novità che Studio 5 propone ai suoi clienti ed è caratterizzata da una struttura pratica e veloce nell’installazione e di piacevole effetto. Velario è stato creato per abbassare i costi di installazione permettendo risparmi fino al 50%. È ideale per mercatini alimentari, mercatini espositivi, espositori pubblicitari, per fiere e mostre.
Velario è inoltre comprensivo di impianto elettrico composto da due faretti da 100 W, un quadretto con due prese universali, una presa CEE 16 A e interruttore luci. La struttura è dotata di tavoli, di kit pubblicitario e di pavimenti.
Studio 5 opera nel Nord Italia nell’area compresa tra il veneto, il Friuli Venezia Giulia, il Trentino Alto Adige, la Lombardia e l’Emilia Romagna.
Spettacolo di danza a Bergamo
Scritto da fantasticamorgana in Comunicatistampa il 28 maggio 2009
A Bergamo, il gruppo
OUTLINE DANCE GROUP
P r o p o n e l o s p e t t a c o l o
“L E Z I O N E D I D A N Z A ”
Il tema dello spettacolo è ispirato a ciò che avviene dietro le quinte prima di un’esibizione. “LEZIONE DI DANZA” avrà luogo il 19 GIUGNO a “TEATRESCO” –lo spazio del Polaresco- (Bergamo)
Molti sono i musicals, gli spettacoli di danza, e le esibizioni che si conoscono, ciò di cui invece si racconta raramente e che perciò rimane “dietro le quinte”, è la vita del ballerino e dei problemi, sempre diversi, che è costretto ad affrontare quotidianamente. Nello spettacolo “LEZIONE DI DANZA” che sarà rappresentato il
19 giugno ’09 alle ore 20: 30
presso TEATRESCO, in Via Del Polaresco n°15 –Bergamo-,
OUTLINE DANCE GROUP vi rivelerà ciò che accade in una sala prove, prima, durante, e dopo un’esibizione…. Lo spettacolo “LEZIONE DI DANZA”sarà una rappresentazione assolutamente particolare, che trasporterà magicamente lo spettatore in una favola moderna, dove sentimenti quali: gioia, amore, rabbia, tristezza, e speranza, saranno “raccontati” mediante coreografie inedite e attraverso tecniche di ballo molteplici, che spazieranno dall’ambito classico a quello più moderno. Il tutto sarà percorso da un’energia
talmente potente da rivelarsi contagiosa e che, sicuramente, coinvolgerà il pubblico presente in sala. OUTLINE DANCE GROUP, nonostante sia un corpo di ballo recentemente fondato, annovera già al proprio attivo un ampio successo di pubblico e critica; di seguito l’elenco dei coreografi, e dei ballerini artefici della rappresentazione:
• Zvetomira Stefanova /Coreografa e ballerina :ex ballerina solista compagnia´´U.A.C.´´from Bruxelles specializzata in: classico, contemporaneo, jazz, carattere, flamenco, tango, girly style.
• Alex Cristea /Coreografo e ballerino from´´Street Accademy´´ di Bucarest specializzato in:street dance,locking, popping, latino americano,house dance
• Florin Cristea aka “Flow” / Coreografo e ballerino:from´´Street Accademy´´di Bucarest specializzato in:street dance, new style, krumping, popping, locking
• Giulio Dilemmi aka “Bboy fire” / Coreografo e Ballerino ´´Mc hip-hop school´´ a Milano, specializzato in:street dance,breakdance, popping.
• Giovanni Taranto aka “Jonny jackson” / Coreografo e ballerino. sosia bergamasco di Michael Jackson specializzato in M.J. style
• Elisa Meggiolaro / Ballerina del corpo di ballo
• Agostino Locatelli / Ballerino del corpo di ballo.
• Daniela Vescovi / Ballerina del corpo di ballo
INGRESSO LIBERO Per informazioni telefonare a 3317685298
Mail: outlinedancegroup@hotmail.it Sito:www.myspace.com/outlinedancegroup
Novità a Impruneta: Internet point al Cdp Caffè
Scritto da Pruneto in Recenzioni siti web il 28 maggio 2009
Impruneta (Firenze) ha il suo Internet Point. Si tratta di un importante servizio cui potranno usufruire tutti. In città, la richiesta di un internet point era stata più volte espressa, non solo dai turisti, ma anche dai locali, professionisti, studenti che devono iscriversi agli esami e tutti quelli che desiderano navigare con una connessione veloce, mentre bevono una birra e ascoltano la musica della sala Arancio del Cdp Caffè.
L’Internet point del Cdp Caffè offre non solo una connessione veloce alla rete Internet, ma anche strumenti di conoscenza per l’uso delle nuove tecnologie: sarà infatti a disposizione degli utenti un operatore per aiutare a rintracciare tutte le informazioni e per spiegare le tante opportunità della rete. Le postazioni – attrezzate con modulo bluetooth e monitor piatto da 22 pollici – sono due, ma c’è già la previsione di raddoppiare in autunno.
“Mi auguro – ha detto Walter Morandi, Presidente del Circolo Arci Impruneta – che questa possibilità che abbiamo messo a disposizione venga sfruttata non solo dai turisti, dai giovani e giovanissimi, ma anche dagli imprunetini appartenenti a tutte le fasce d’età.”
L’internet point – che si trova all’interno del Cdp Caffè, via della Croce 39, Impruneta (Firenze) – è aperto tutti i giorni dalle 7 alle 23. Il costo orario di navigazione è di 2,00 € l’ora.
Ufficio Comunicazione Cdp Impruneta
FIRENZE
Tel 345 5868798
Bebe Royal presenta le novità di maggio
Scritto da LinknessUfficioStampa in Aziende e agenzie di servizi il 28 maggio 2009
Bebe Royal è una realtà da sempre attenta alle novità del mercato, dedita ad offrire ai propri clienti le migliori novità delle grandi marche a prezzi contenuti. Una rete capillare di negozi permette a Bebe Royal di proporre queste occasioni ai consumatori di tutta Italia, garantendo loro la qualità di brand prestigiosi, l’esperienza di personale qualificato e prezzi molto convenienti.
Il responsabile dell’attività, Raffaele Romanò, è lieto di annunciare la realizzazione di diversi accordi con importantissime aziende del settore. Nello specifico, Bebe Royal ha stipulato una fornitura in anteprima nazionale con Bebe Confort, azienda leader nella produzione di passeggini, marsupi e simili, proprio per un seggiolino da auto 0-18 kg e con Inglesina per il prodotto Zippy Free.
Inoltre, tra le anteprime nazionali di Bebe Royal si possono annoverare le novità camerette pacha di MIBB, conosciute per la loro bellezza e praticità, e il biberon senza bisfenolo della Mebby in offerta 2+1.
Queste importanti novità aziendali consentono ai negozianti di soddisfare le necessità dei clienti anche più esigenti e a quest’ultimi di avere l’imbarazzo della scelta per il proprio shopping. Nel sito Beberoyal.com potrai trovare facilmente il negozio Bebe Royal più vicino a casa tua!
L’Emilia Romagna presenta la propria offerta congressuale a Francoforte.
Scritto da guest srl in Aziende e agenzie di servizi il 28 maggio 2009
Dal 26 al 28 maggio l’Emilia Romagna si presenta, a Francoforte alla Fiera Imex.
Il tema dell’evento è il turismo congressuale, e i sei gli operatori regionali di Bologna Congressi, Convention Bureau di Rimini, My One Hotel di Parma, Palacongressi di Rimini, Palariccione, illustreranno le proprie potenzialità ad una ventina di buyers tedeschi.
L’Emilia Romagna dispone infatti di una notevole offerta congressuale, fatta di 10 qualificati centri congressi, 154 hotel con sale congressuali, 48 dimore storiche, 242 strutture tra auditorium, sale polifunzionali e palazzi del turismo.
L’obiettivo di questa partecipazione all’Imex è di promuovere questa offerta congressuale che comunque, negli ultimi anni, è riuscita a raggiungere importanti risultati.
Infatti, secondo i dati del rapporto sull’attività del sistema congressuale della Provincia di Rimini, relativo all’anno 2008, presentato il 19 maggio 2009 al Palacongressi dal Convention Bureau, il settore, nonostante la crisi che sta colpendo tutti i settori, riesce a mantenersi stabile.
In attesa dell’inaugurazione del nuovo Palas, lo scenario che ne scaturisce è interessante.
Resiste più del settore balneare, pur operando in assenza di aiuti.
Secondo questo bilancio, presentato dal professor Attilio Gardini dell’Università di Bologna, calano gli eventi, che diventano più lunghi come durata, e crescono le presenze.
Tutto questo ha un effetto positivo sull’indotto di tutto il sistema. Infatti, aumentano i pernottamenti alberghieri e le spese in negozi e ristoranti, portando maggiori incassi e avendo quindi un riflesso sull’intera economia della Riviera.
Durante tutto l’anno scorso, i visitatori sono stati circa due milioni e mezzo, per un aumento del 3, 16%.
Facendo un bilancio degli ultimi cinque anni, il settore risulta in costante crescita.
Il settore fiera risulta infatti essere ancora uno strumento solido ed efficace, che si difende bene nonostante la crisi che sta colpendo diversi settori.
I dati risultano quindi essere confortanti, sia per il sistema fieristico che per l’industria dell’ospitalità congressuale in Riviera.
Affinché la crescita sia continua, è necessaro continuare con il miglioramento qualitativo delle strutture ricettive, oltre che della mobilità, in Riviera.
Per chi intende partecipare a fiere e congressi sulla Riviera Romagnola, Guest srl, l’Internet Service Provider di Riccione consiglia:
Il Best Western Premier Hotel Milton, a Rimini, in zona Marina Centro.
L’Hotel è lussuosamente arredato, e tutte le camere sono dotate di ogni tipo di comfort, climatizzate e curate nei minimi particolari.
Il Best Western Premier Hotel Milton risponde alle esigenze dell’uomo d’affari.
Nel panorama ricettivo riminese è il punto di riferimento di una clientela business cosmopolita ed esigente.
L’hotel inoltre possiede sale riunioni, spaziose ed illuminate di luce naturale, che costituiscono la risposta ad ogni esigenza di incontro aziendale, dai congressi di alto profilo ai meeting aziendali e corsi di formazione.
L’hotel inoltre possiede una Spa interna alla struttura, la Natura Spa Bio Thai, dove gli ospiti potranno rilassarsi con massaggi e trattamenti naturali dopo una dura giornata di lavoro.
l’Hotel Select a Riccione, situato a due passi dalla spiaggia e dai locali, centro della mondanità romagnola.
Il Select sarà felice di ospitarti in occasione delle prossime fiere, con bus navetta gratuito per la Stazione dei treni di Riccione e per Rimini Fiera.
L’hotel Select possiede inoltre un ristorante interno all’albergo, il Nettuno, completamente rinnovato, dove poter gustare tutti gli squisiti piatti preparati da due giovani chef.
l’Hotel Dory, 3 stelle superior, particolarmente adatto a famiglie con bambini, per una fantastica vacanza al mare, oppure per cicloamatori, per una divertente avventura in bicicletta nell’entroterra romagnolo.
Inoltre, offre interessanti proposte anche per chi viaggia per lavoro e segue congressi e fiere.
L’hotel Dory dispone di un nuovo ristorante, per poter gustare tipiche specialità romagnole e dove tutto è fatto in casa, dal gelato alla piadina, dai primi piatti alla pasticceria.
l’Hotel Arizona, l’unico ed esclusivo 3 stelle direttamente sul mare di Riccione.
Qui potrete trasformare Meeting, Fiere e Congressi, ed altre occasioni di lavoro in una piccola vacanza.
Tutte le 40 camere sono elegantemente arredate e dotate di vasca idromassaggio, per ritrovare il benessere psicofisico dopo una giornata di lavoro.
Nel ristorante potrete inoltre trovare tutti i sapori di una cucina genuina e tradizionale, con pasta fatta in casa, ma allo stesso tempo particolarmente curata e innovativa.
Tutto è preparato in casa con dedizione e professionalità dal nostro Chef “Vincenzo Tedeschi”, una garanzia di ottima presentazione e bontà: dalla colazione al pranzo di lavoro, dai gustosissimi e golosi coffee break alle raffinate cene di gala.
L’Arizona possiede inoltre un Centro Congressi interno alla struttura, con sale modulari tecnologicamente attrezzate per convegni, meeting e riunioni di lavoro.